Epifania 2011

+ Dal Vangelo secondo Matteo (2,1-12)

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Oggi, in occasione della solennità dell’Epifania di Gesù, pubblichiamo la riflessione con cui ci siamo lasciati l’ultimo incontro di ACR prima della pausa estiva, che riguardava proprio il cammino dei magi da Oriente verso Betlemme.

“Qual è il dono più prezioso che i Magi offrono al Bambino Gesù?” C’è chi risponde l’oro, chi l’incenso e chi la mirra.
Ma c’è chi sostiene un’altra cosa: il dono più grande che i tre Re Magi hanno fatto a Gesù è stato il loro prostrarsi per adorarlo. Pensiamo che Gesù abbia gradito dai Magi più l’offerta che hanno fatto di se stessi, che non quanto essi avevano in mano”.
Adorare è annientarsi, farsi piccoli per amore. E’ proprio il dono più grande: donare la vita per gli altri. Hanno visto in Gesù un Dio che si annienta per amore dell’uomo. E l’uomo, per rispondere a un Dio che gli si dona, non poteva rispondere meglio che con la propria adorazione, che è il suo sì di ogni momento al prossimo, dono che Gesù ritiene fatto a sé.

Signore Gesù, siamo arrivati alla fine di queste feste natalizie
Anche noi, come i Magi, abbiamo fatto un cammino, lungo tutto l’Avvento.
Anche noi come i Magi, abbiamo seguito una stella, che è la luce della Tua Parola.
Anche noi, come i Magi, siamo qui, piccoli, davanti a Te per adorarti.
Tu ti sei fatto uomo, ti sei fatto bambino
perché tutti quelli che ti incontrano possano essere veramente felici!
Signore Gesù, fa’ che ti possiamo incontrare veramente, vieni nel nostro cuore!

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