Biografia

Elencare tutte le attività svolte e i ruoli ricoperti da mons. Palmero è pressoché impossibile. Gli amici della Fondazione Zitomirski hanno cercato di stendere una biografia il più completa possibile, anche se le molte persone che ha incontrato nel suo ministero potrebbero aggiungere molti altri capitoli.

mortolaNato a Ciotti, frazione di Ventimiglia al confine con la Francia, il 22 dicembre 1929, da Andrea e Amalia Sismondini, entrò a far parte della comunità cristiana il 9 febbraio 1930 nella Chiesa Parrocchiale della Natività di Maria Santissima. A causa di una mina perse il fratello Ilario durante la seconda guerra mondiale.

Come ha raccontato in occasione della festa per il 60° di ordinazione sacerdotale, il Signore lo aveva già scelto come Pastore del Suo gregge ancor prima che nascesse in lui la consapevolezza della vocazione religiosa. Infatti già in tenera età amava imitare i gesti compiuti durante la celebrazione dell’eucarestia. La mamma preoccupata da questo bizzarro comportamento si recò dall’allora Vicario Generale, Mons. Sinitto Anfossi, che con lungimiranza la rassicurò, avendo colto, in quell’innocente gioco infantile, indizi di un futuro illuminato dalla gioia del Signore che sempre lo avrebbe accompagnato e sostenuto nella realizzazione della Sua volontà.
La prima tappa di un’intera vita offerta a Cristo fu l’ingresso nel Seminario Vescovile Pio XI in Bordighera dove affrontò il percorso di studi a partire dalla Scuola Media.
Il 4 giugno 1949, nella Cappella del Seminario, da S.E. Mons. Agostino Rousset, Vescovo di Ventimiglia, ricevette l’ammissione agli ordini e il giorno seguente il lettorato. L’anno successivo, il 23 aprile, S. E. Mons. Emilio Biancheri, neo Vescovo di Sarsina, gli conferì l’accolitato. A breve distanza seguirono il suddiaconato e l’ordinazione diaconale: rispettivamente il 19 maggio e il 22 dicembre 1951.

palmero 05Fu la personale dispensa di Papa Pio XII a consentire che Francesco Palmero fosse ordinato sacerdote da S.E. Mons. Agostino Rousset il 7 giugno 1952, nella Cappella del Seminario, nonostante non avesse ancora compiuto i 23 anni stabiliti dal Diritto Canonico.
Proprio a causa della giovane età non poté assumere immediatamente la carica di Parroco: fu infatti chiamato in Curia a svolgere le funzioni di Segretario dell’Ufficio Amministrativo Diocesano. Il Rettore del Seminario gli affidò l’incarico di Professore: l’esperienza maturata durante gli anni di studio fu così messa al servizio dei giovani seminaristi.

Dal 1° gennaio 1953 per oltre dieci anni fu Parroco a Seborga dove lasciò un ottimo ricordo, vivo ancora oggi, per il suo generoso impegno pastorale nel promuovere la vita religiosa e nel provvedere ai restauri della canonica, della chiesa parrocchiale e del campanile. Si adoperò in favore di tutti i parrocchiani promuovendo iniziative, sollecitando interventi di enti e autorità provinciali e governative – si pensi alla strada per la frazione di Negi. Favorì, inoltre, grazie alla pubblicazione di un libro, ancora oggi in vendita, la conoscenza della storia del paese partendo dall’Antico Principato.

Npalmero 04el frattempo furono affidati a Don Francesco Palmero nuovi incarichi Diocesani: Procancelliere della Curia Vescovile, Direttore delle Pontificie Opere Missionarie, Assistente dell’Azione Cattolica, Notaio del Tribunale Ecclesiastico Diocesano per le Cause dei Santi.
A partire dal 1 ottobre 1959 fu nominato Direttore dell’Ufficio Amministrativo Diocesano, carica che svolse con costanza, dedizione e amore verso tutti i Confratelli e le Parrocchie, fino al 2010 quando la gravosità degli impegni, non più compatibili con l’età avanzata, gli impedì un puntuale e proficuo svolgimento del suo impegno.

Nominato Parroco di Perinaldo nel 1963, si adoperò per la creazione di una comunità assidua e unita nella vita ecclesiale. Plasmò la sua attività pastorale al grande modello del Beato Giovanni XXIII, tanto da iniziare la sua opera nella nuova Parrocchia commentando l’espressione usata da Papa Roncalli all’inizio del suo Ministero Petrino: “Ecco l’uomo! Ecco il sacerdote! Ecco il pastore!”
Qui restaurò completamente la canonica e le altre chiese del territorio. Svolse un’intensa opera di promozione civile e sociale: merito che gli venne infatti riconosciuto con l’Onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana di cui fu insignito il 27 dicembre 1966 dall’allora Presidente Giuseppe Saragat.
Il fervore spirituale e il costante impegno in favore di tutte le comunità parrocchiali della Diocesi portarono Don Francesco Palmero alla nomina di Canonico Onorario della Cattedrale nel 1967.

Rimase a Perinaldo cinque anni, fino a quando S.E. Mons. Angelo Raimondo Verardo, il 15 febbraio 1968, lo nominò primo Parroco della neo costituita Parrocchia di San Rocco in Vallecrosia.
Prima pietra 15.8.76Fin da subito si adoperò per la costruzione di una nuova Chiesa. La comunità necessitava infatti non soltanto di un luogo di culto capace di accogliere i fedeli che ormai numerosi partecipavano alla vita parrocchiale, ma anche di un complesso funzionale indispensabile allo svolgimento di attività culturali, assistenziali e ricreative: ancora oggi si può usufruire del campo da gioco, delle sale e del teatro.
Nelle opere parrocchiali inserì, inoltre, le abitazioni che avrebbero ospitato il Parroco e i sacerdoti chiamati al servizio della comunità.
Ben presto divenne, per la città di Vallecrosia, uno stabile punto di riferimento: per molti anni fu nel Patronato Scolastico sollecitando innumerevoli iniziative e promuovendo la realizzazione di varie manifestazioni sociali, formative ed educative. Anni dopo, l’Amministrazione Comunale riconobbe l’impegno profuso verso la popolazione nominandolo Cittadino Onorario e consegnandogli le Chiavi della Città.

Numerosi impegni e incarichi lo occuparono nel corso di questi anni, dalla Caritas, al Movimento del Cursillos, al TLC… Un’attività così intensa da tenerlo spesso impegnato dall’alba a notte inoltrata, che costantemente svolse con grande generosità e umiltà, con lo stile di bontà che lo contraddistinse per tutta la vita, con grande disponibilità ad ascoltare ed aiutare i fratelli donando sempre il suo sorriso.

Inaugurazione Casa RacheleIn quegli anni, don Palmero coltivava un’idea ambiziosa: costruire una Casa di Accoglienza per anziani. La generosità della dott.ssa Rachele Zitomirski, che lasciò la propria eredità a questo scopo, fu il segno della Provvidenza che permise la costituzione, nel 1981, della Fondazione a lei intitolata, primo passo verso “Casa Rachele”.
In quegli anni prese anche forma un altro suo progetto: il centro di solidarietà “L’Ancora”, per il recupero dei tossicodipendenti, e il loro inserimento.

In seguito alla nomina ad Economo Diocesano, avvenuta il 6 gennaio 1984, nuovi ed ulteriori oneri si aggiunsero alla sua attività pastorale che affrontò con filiale dedizione al suo Vescovo.
Sempre attento ai problemi di chi soffre, nel 1985 fu co-fondatore dell’Opera Diocesana Pellegrinaggi permettendo alle persone più deboli, agli anziani e ai malati di recarsi in numerosi luoghi di culto: Lourdes fu sicuramente non solo la meta più visitata, ma anche la più amata da Don Palmero che guidò personalmente, finché la salute glielo permise, tutti i pellegrinaggi.

L’enorme considerazione di cui godeva presso le Autorità Civili e Militari, che spesso si rivolgevano a lui per una parola, un consiglio, un intervento o un aiuto, portò la Repubblica Italiana a conferirgli, il 17 giugno 1987, l’Onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica.
Da subito beneficiò della fiducia del nuovo Vescovo, Mons. Giacomo Barabino, che nel 1990, in pochi mesi, lo nominò prima membro del Collegio dei Consultori e poi Vicario Episcopale per le questioni amministrative, Canonico Teologo della Cattedrale e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto San Secondo di Ventimiglia. Era infatti amato ed apprezzato in tutta la Diocesi, poiché aveva visitato per ragioni d’ufficio e predicato per ministero in quasi tutte le Parrocchie.
Per permettere alle persone con gravi problemi di salute di trascorrere momenti di serenità al di fuori delle mura domestiche fondò il Centro Assistenziale Ricreativo Diocesano – CARD. In quegli anni promosse anche la nascita della cooperativa “Il Cammino”, per il reinserimento dei tossicodipendenti dopo la disintossicazione.

Monsignore1Il 16 agosto 1994, giorno dedicato a San Rocco, Patrono di Vallecrosia, il Beato Giovanni Paolo II ha annoverato tra i suoi Prelati d’Onore il Reverendo Canonico Francesco Palmero, che da quel momento assunse il titolo di Monsignore. L’onorificenza Pontificia, conferitagli dal Santo Padre, fu il riconoscimento più bello e significativo del suo mandato pastorale.
Risalgono al 1996 l’elezione a Presidente dell’Organizzazione di Volontariato Caritas Intemelia e a Presidente della sezione Intemelia dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri e la nomina a delegato Diocesano per il Giubileo del 2000.
Le sue omelie riuscirono sempre ad aprire il cuore dei fedeli a sentimenti di amore e carità cristiana: ne è un esempio emblematico la costituzione della Fondazione Notari.

Il 16 gennaio 1997 vide finalmente concretizzato il suo progetto, con l’inaugurazione della Residenza Protetta per Anziani “Casa Rachele”, che accolse i suoi primi cinque ospiti.

San Segundin (4)Il lustro portato alla città natia permise a Mons. Palmero di ricevere il 26 agosto 2008, giorno dedicato a San Secondo, patrono della Diocesi e di Ventimiglia, l’ambito premio San Segundin d’Argento nella Cattedrale gremita di fedeli alla presenza del cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova.

Mons. Francesco Palmero svolse il suo mistero pastorale per oltre 60 anni, servendo con amore e dedizione i cinque Vescovi che si sono succeduti alla guida della Diocesi, ma a causa dell’età avanzata, a partire dal 2009 ha progressivamente rinunciato ai diversi impegni a livello diocesano, ma cercando sempre per partecipare alle iniziative diocesane.
A seguito di una brutta caduta nel novembre 2010, ha trascorso gli ultimi anni della sua vita nella “sua” Casa Rachele, pur continuando, fino agli ultimi mesi, a partecipare alla vita della Parrocchia, a pochi metri dalla Residenza.

Il 31 marzo 2013, la mattina del giorno di Pasqua, il Signore Risorto lo ha chiamato a Sé. Oltre cento persone hanno partecipato alla veglia di preghiera organizzata per la sera successiva dopo che per tutto il giorno un flusso continuo di persone si era succeduto a fargli visita nella chiesa di San Rocco. Martedì 2 aprile una chiesa gremita ha abbracciato mons. Palmero durante le esequie presiedute dal Vescovo diocesano, mons. Alberto Maria Careggio, insieme ad altri tre vescovi e ad oltre quaranta sacerdoti.

funerali-palmero25_653621Il 27 giugno 2015, su iniziativa del Comune di Vallecrosia, è stata dedicata a mons. Francesco Palmero la piazza che unisce il sagrato della chiesa nuova di San Rocco con la Residenza Protetta per Anziani “Casa Rachele”, opere nate grazie all’impegno di don Palmero. Una concretizzazione dei due comandamenti più importanti che ci indica Gesù: amare Dio con tutto il cuore e il prossimo come sé stessi (Mt 22,35-40). Il Vescovo di Ventimiglia – San Remo, S.E. mons. Antonio Suetta, ha scoperto e benedetto il busto che raffigura don Palmero, mentre il Sindaco di Vallecrosia ha svelato la targa con il nome della piazza.

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