Chiesa nuova

Nel 1970 si profilò l’esigenza di dotare Vallecrosia di una nuova chiesa parrocchiale adeguata all’accresciuto numero degli abitanti e alle richieste dei fedeli. Venne così affidato all’architetto Federico Notari l’incarico di redigere il progetto del nuovo edificio sacro. Coadiuvato dagli architetti Rita Berruti e Giuseppe Jori per i calcoli del cemento armato, Notari decise, assieme al parroco don Francesco Palmero, di interessare direttamente la popolazione, invitata a prendere parte a varie riunioni e assemblee nel corso delle quali fu esaminato ogni aspetto della futura costruzione.

Approvato definitivamente il progetto, il 15 agosto 1976 fu posta la prima pietra della nuova chiesa alla presenza del Vescovo, mons. Angelo Raimondo Verardo, che il 5 giugno 1982, consacrò la nuova chiesa.MINOLTA DIGITAL CAMERA

La nuova struttura è caratterizzata dalle superfici esterne in cemento armato scandite dalle parti tondeggianti alternate a moduli affiancati con pareti dritte. L’interno presenta un’aula semicircolare molto ampia a emiciclo, mentre l’altare, ubicato al centro della chiesa, è delimitato in alto dall’arco formato da due travi convergenti di cemento.

Fondamento e vita della comunità è Cristo. Quindi un grande pilastro, sempre in cemento armato, rappresentante il Cristo, sale dal suolo fino oltre il tetto, formando così anche il campanile. In questo pilastro-campanile va a inserirsi un’altra grossa trave portante tutto il peso della chiesa. È Cristo, che sostiene la sua Chiesa. Le altre travi partono pure dal fondo e vanno ad incunearsi nel grande arco che delimita il presbiterio. Queste travi non poggiano all’inizio su pilastri, perché nella comunità non siamo uno sull’altro ma uno di fianco all’altro per sostenerci vicendevolmente come fratelli. Le travi quindi si sostengono, inserite solo a pressione tra le pareti circolari della chiesa interrotte da vetrate. L’arco è a forma di due mani giunte e vuole significare la preghiera, il sostegno della Chiesa, e anche la capanna di Betlemme, dove è nato Gesù, l’Emmanuele, Dio in mezzo a noi, che prende su di sé la nostra famiglia. Ecco perché le travi secondarie convergono tutte e si appoggiano all’arco centrale, che significa il Cristo. La fragilità dell’uomo trova in Gesù la sua sicurezza.

JpegSul grande pilastro centrale è fissato un grande crocifisso in legno, opera degli scultori di Ortisei in Val Gardena, che domina il presbiterio. Sulla destra da un dipinto del tardo Seicento raffigura La Madonna con il Bambino e santi, inizialmente conservato nella chiesa antica. Sul lato sinistro il tabernacolo presenta la singolare forma di un faro, mentre sul lato opposto, l’ambone consente al sacerdote di parlare a tutti ed a ciascuno vedendo tutti davanti a sé. Infatti la forma semicircolare della chiesa vetrata-6ae del presbiterio, unita alla lieve pendenza della navata, fanno sì che da qualsiasi parte si guardi, ognuno ha l’altare, il celebrante e l’azione liturgica davanti a sé e nessuno copre l’altro.
Ci si sente parte integrante dell’assemblea. “In tal modo – diceva don Palmero – nessuno resta appoggiato alla parete di fondo, ma istintivamente sente l’invito ad avvicinarsi agli altri. Tutti uguali davanti all’altare, tutti impegnati, tutti uniti.”

All’interno della chiesa ricoprono grande importanza le vetrate che conferiscono grande luminosità al presbiterio e all’intera aula. In particolare, quelle sul perimetro di fondo, ripercorrono gli eventi della Creazione secondo il racconto della genesi, mentre il tamburo del portone centrale riprende le strofe del Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi.

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Il lato sinistro della chiesa costituisce un cammino penitenziale-battesimale: lungo la parete, infatti, 14 “vele” di cemento costituiscono le stazioni che ricevono luce dalla vetrata decorata che divide l’una dall’altra. Nel 2006 ogni stazione è stata arricchita da un’opera di ardesia scolpita da un artista locale e donata dall’associazione Nuovi Orizzonti. dsc02616La via Crucis accompagna il fedele verso l’area dei confessionali: è per mezzo della croce di Gesù, della sua sofferenza, della sua morte che noi tutti siamo stati salvati, e il Padre ci dona la sua infinita misericordia descritta dall’immagine del Padre Misericordioso di Rembrandt che accoglie i penitenti.

dsc02618Non è un caso che anche il fonte battesimale si collochi al termine della via Crucis, accanto ai confessionali: nel Battesimo ogni uomo muore al peccato per rinascere alla vita nuova di figlio di Dio e nella confessione riacquista lo stesso stato di grazia. Sotto il battistero è conservata la prima pietra della nuova costruzione, a ricordare l’altro carattere fondamentale del Battesimo, che ci rende “pietre vive”, membri nella Chiesa, famiglia di Dio, chiamati ad annunciare e testimoniare il Vangelo.Jpeg

Sappiamo che ad accompagnare Gesù lungo la via della croce c’è anche sua madre, la  Vergine Maria, la cui statua è ospitata in una nicchia tra la decima e l’undicesima stazione: opera di una suora artista, rappresenta la Madonna che con la mano destra tiene in braccio il Bambino, mentre con la mano sinistra sembra invitare il fedele ad avvicinarsi. Anche il piccolo Gesù tiene le braccia allargate, pronto ad abbracciare chi gli sta di fronte. Per questi motivi era chiamata “Madonna dell’Accoglienza”.

MINOLTA DIGITAL CAMERASul lato opposto della chiesa, separata dal resto dell’aula attraverso una vetrata, si trova una cappella utilizzata per le celebrazioni feriali durante l’inverno: sull’altare, oltre alla mensa e all’ambone, si trova un tabernacolo di bronzo, opera di don Angelo Nanni, storico parroco di Dolceacqua, che ha la forma di un albero morto per il peccato e rifiorito per mezzo dell’Eucaristia, vita della Chiesa e del mondo.

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