Don Umberto

Lo scopo di questa pagina non è celebrare la sua figura, quanto per rinnovare la nostra gratitudine a Dio e a lui attraverso i nostri ricordi. Chi vuole aggiungere un proprio pensiero può inviarlo a sroccovallecrosia@gmail.com oppure scrivere in privato alla pagina Facebook Parrocchia San Rocco

Don Umberto Collecchia

06.09.1936
16.08.2018

“Fa’ che io ti ami ardentemente,
che io ti conosca intimamente,
che io ti imiti fedelmente”

In punta di piedi

Don Umberto ha lasciato questo mondo in punta di piedi nel mezzo della notte del 16 agosto 2018, tra la solennità dell’Assunta e la festa patronale di San Rocco.

In punta di piedi ha vissuto la sua vita di sacerdote, con il suo stile schivo, riservato, ma vicino alla vita delle persone. Un po’ francescano, un po’ monaco.

In punta di piedi, agli inizi del suo ministero sacerdotale, ha accompagnato e sostenuto il vescovo Angelo Raimondo Verardo come suo segretario particolare e insieme a lui ha organizzato e guidato, nel 1968, il primo pellegrinaggio diocesano a Lourdes.

In punta di piedi ha accolto, accompagnato e guidato molti giovani nel cammino verso il sacerdozio, come rettore del seminario diocesano per 11 anni e con lo stesso stile ha guidato le comunità parrocchiali di Calvo e San Giuseppe di Sanremo e l’Azione Cattolica.

In punta di piedi è arrivato nella nostra parrocchia di San Rocco, nell’estate del 1991, raccogliendo l’eredità di don Palmero e don Angelo.

In punta di piedi ha camminato per 27 anni davanti a noi, in mezzo a noi, accompagnando la vita di molti di noi, i momenti importanti, felici e tristi, ma con tanta attenzione alla quotidianità, ai nomi, alle storie di ciascuno. Come Mosè sul monte ha sempre considerato le vite degli altri “un luogo sacro” dove, per entrare, è necessario “togliersi i sandali”, con discrezione, dolcezza e tenerezza.

In punta di piedi ha accolto don Antonio come suo successore, continuando a vivere nella nostra parrocchia, come un nonno, continuando a trascorrere ore in confessionale ad ascoltare e confessare con dolcezza e accoglienza, continuando a donarci Gesù Eucaristia, ad abbracciare ad ogni messa quel Dio fatto pane di cui era innamorato, a ripetere “senza fretta” la preghiera dei figli, ad allargare le braccia, guardare negli occhi ognuno e ad invocare su “noi tutti” la misericordia infinita del Padre che ogni volta lo commuoveva.

In punta di piedi ha vissuto la sua malattia, senza perdere quel suo sorriso furbetto e impacciato, forte di una fede grande, nata e cresciuta nella sua famiglia a Rocchetta, e maturata poi durante la sua vita sacerdotale.

Al vescovo che la mattina del 15 agosto, il giorno dopo il suo ricovero in ospedale, era passato a trovarlo ha confidato che quel giorno, solennità dell’Assunzione di Maria, sarebbe stato “il giorno giusto” per salire al cielo. 

Nelle sue ultime volontà ha chiesto di essere seppellito nella terra del cimitero di Vallecrosia, rivestito dei paramenti sacerdotali di colore verde, che oltre ad essere il colore della speranza, rappresenta nella liturgia il tempo ordinario, il tempo della quotidianità, della ferialità, simbolo di una fede “di tutti i giorni”.

Papa Francesco, nella sua ultima esortazione apostolica, Gaudete et Exsultate, sulla chiamata alla santità scrive: “Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente. […] In questa costanza per andare avanti giorno dopo giorno vedo la santità della Chiesa militante. Questa è tante volte la santità “della porta accanto”, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio.” (n° 7)

Don Umberto è stato un umile santo della porta accanto, una porta sempre aperta per accogliere, ascoltare, amare.

Con il cuore colmo di gratitudine verso di lui e verso il Signore che ce l’ha donato, facciamo nostre le parole di Sant’Agostino: “Non ti chiediamo perché c’è l’hai tolto, ma ti ringraziamo perché ce l’hai donato!”»

16 agosto 2019

Pensieri e preghiere

In morte di un padre spirituale

Caro don Umberto grazie per la tua testimonianza umile , discreta e concreta; abbiamo fatto un breve tratto assieme fino a stanotte poi in silenzio te ne sei andato lasciando ancora una volta il segno della tua riservatezza. Mi hai consegnato una bella comunità e ora sono certo che da lassù veglierai su di me, su di noi. È vuota la casa ma aleggia la tua serenità che si fa presente e da forza e coraggio; non trovo le parole ma consegno alla mia comunità che è stata tua la gioia della tua fede e la forza del tuo amore . Don Umberto veglia su me, su noi e noi saremo forti e coraggiosi. Sei arrivato a San Rocco 1991 e te ne sei andato silenziosamente e in punta di piedi sempre in un giorno di San Rocco 2018. Mi raccomando con Mons. Palmero mettete una buona parola per noi presso il Padre delle Misericordie!!! A Dio caro don Umberto e arrivederci in cielo!!!
Don Antonio tuo successore e figlio spirituale
Ps. Ora mi raccomando tienimi tu per braccio dal cielo.

don Antonio Robu