L’AC in Parrocchia

CONSIGLIO PARROCCHIALE DI AZIONE CATTOLICA
PER IL TRIENNIO 2017-2019

FABIO AMALBERTI, presidente

GIACOMO PEROTTO, responsabile ACR

ELISABETTA ZANONI, responsabile settore Giovani

NANNI PEROTTO, responsabile settore Adulti

BREVE STORIA DELL’AZIONE CATTOLICA PARROCCHIALE

È molto difficile tracciare una storia dell’AC nella nostra parrocchia disgiunta dalla storia della parrocchia stessa e da quella dell’Azione Cattolica nazionale.

La parrocchia di San Rocco in Vallecrosia viene istituita nel 1968.
A quell’epoca l’Azione Cattolica era di gran lunga la principale associazione di laici presente in Italia (per non dire l’unica), di conseguenza i pochi laici attivi in parrocchia, figli dello spirito del Concilio Vaticano II, aderivano all’associazione.

Era un’AC diversa da quella che conosciamo oggi: esisteva la divisione tra uomini e donne; non si parlava ancora di ACR, i ragazzi erano “fiamme” di vari colori e appartenevano tutti all’Azione Cattolica Donne indipendentemente dal sesso.

Con lo statuto del 1969, l’AC prende la forma e la struttura che, seppur con piccole modifiche, conserva tutt’ora: uomini e donne vengono unificati in un’unica associazione, nascono i settori (Giovani e Adulti) e nasce l’Azione Cattolica dei Ragazzi (ACR).

Nei primi anni settanta, soprattutto grazie all’impegno dell’allora parroco Don Francesco Palmero e del viceparroco Don Andrea Maggi, assistiamo alla nascita dei primi gruppi di ragazzi e di giovani. Ma sarà negli anni ottanta che, grazie al boom dell’associazionismo, all’impulso del viceparroco Don Angelo Di Lorenzo e di alcuni giovani laici cresciuti in parrocchia, l’Azione Cattolica di San Rocco Vallecrosia vedrà il suo periodo di maggior sviluppo.
Sono gli anni dei gruppi ACR e Giovanissimi composti da trenta e più persone, dei mitici campi estivi ad Ormea con le parrocchie degli Angeli e di Ospedaletti, delle nottate a riempire moduli di adesione lunghi come papiri biblici…

Sono anche gli anni dell’apertura alla diocesi, in cui l’AC parrocchiale si sente parte di un organismo più grande che è l’AC diocesana. Ne sono prova la massiccia partecipazione dei nostri aderenti alle iniziative diocesane che spesso si svolgono nei locali della nostra parrocchia, e la disponibilità a ricoprire incarichi di responsabilità diocesana da parte dei nostri responsabili parrocchiali. Chi come me ha vissuto in prima persona quel periodo d’oro può dire senza paura di essere smentito, che l’AC della parrocchia di San Rocco Vallecrosia era uno dei cardini di quella diocesana.

Vennero poi gli anni novanta con la crisi generale dell’associazionismo ad ogni livello.
Furono anni di alti e bassi e di lavoro duro da parte dei soliti pochi per tenere viva l’associazione ed impedire che il “lucignolo fumigante” si spegnesse. Ringraziando il Signore in questo periodo difficile non è mai venuto meno il sostegno incondizionato da parte di colui che nel frattempo era diventato il nostro parroco: Don Umberto Collecchia.

Negli ultimi dieci anni, grazie ad alcune scelte illuminate a livello parrocchiale, all’impegno dei soliti e alla collaborazione di alcune famiglie per le quali il rapporto con la parrocchia non si esaurisce con la cresima dei figli, stiamo assistendo ad una ripresa dell’associazione.
Certo, non siamo ai numeri degli anni ottanta, ma del resto i tempi non sono neppure gli stessi.

Oggi sono presenti nella nostra parrocchia gruppi ACR di tutti e tre gli archi di età, un gruppo giovanissimi che va avanti da parecchi anni ed un vivace gruppo giovani in collaborazione con gli amici della parrocchia di Roverino. Dallo scorso anno diversi giovani della parrocchia si impegnano con costanza ed entusiasmo per diventare gli educatori esperti di domani. Sono tutti segni di un rinnovamento che fa ben sperare per le sorti della nostra associazione parrocchiale.

Oggi quei giovani di belle speranze di inizio anni ottanta (tra i quali chi scrive), viaggiano verso i cinquanta, e attendono di poter assistere ad una storia dell’AC in parrocchia scritta da altri.

Non ho volutamente fatto nomi (tranne quelli dei sacerdoti), per due motivi.
Il primo è che avrei rischiato di dimenticare qualcuno che, magari anche in minima parte, ha dato il proprio contributo per l’associazione.
Il secondo, e più importante, è che non bisogna ricercare la gloria degli uomini, ma quella di Dio, soprattutto per chi, assumendosi un incarico di responsabilità in AC, sa che andrà più incontro ad oneri che onori.

Fabio Amalberti

Presidente Parrocchiale di AC

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